• Psicofotografia: Fotografare il Divenire

    26-03-15


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    psicofotografia

    Adoro fotografare. E’ una cosa che amo sin da bambina. Pensavo che da grande avrei fatto la fotografa. Invece ora, da grande, sono una psicoterapeuta. Questo è il mio lavoro ufficiale, ma sono anche fotografa.

    Relazionandomi con le persone, attraverso esse, fotografo il loro stato interiore, dal momento in cui si rivolgono a me fino a quando il percorso terapeutico non termina. Nel mio lavoro, mentre ascolto e parlo, scatto foto mentali, cioè riprendo con la mente i diversi stati delle persone, nel loro susseguirsi, nei loro cambiamenti, e continuo a fotografare, dentro di me, ciò che osservo in chi mi sta di fronte.

    Se potessi descrivere il corso della terapia di qualcuno solo attraverso delle foto, si vedrebbe il cambiamento nelle espressioni del viso e della postura, senza bisogno di dire oltre, di spiegare. Utilizzo la mia mente fotografica per immortalare i cambiamenti che percepisco negli altri, costruendo una galleria di immagini mentali che ampliano sempre di più la mia collezione personale di fotogrammi.

    Vorrei farlo davvero, fotografare le persone mentre stanno di fronte e si aprono, per poter offrire loro la possibilità di guardare con attenzione le loro emozioni, i loro vissuti impressi nelle immagini. Guardare fuori e dentro, allo stesso tempo, fino a conoscersi. Senza giudizi. Sì, perché possiamo conoscerci veramente solo se smettiamo di utilizzare il giudizio.

    Una foto ritrae un momento di realtà. E conoscere la (nostra) realtà ci aiuterebbe a prendere atto di come siamo. Invece, siamo abituati a costruirci l’immagine di noi stessi attraverso il giudizio, nostro o altrui, e non attraverso ciò che siamo e basta.

    Un’immagine rimanda a ciò che sei, ma anche a ciò che sei dopo essere stato e a ciò che potresti essere nel tuo divenire. Una foto immortala un istante, ma la foto successiva dello stesso soggetto ne immortala un altro, andando a costituire una dinamicità tipica del divenire. Noi siamo in continuo cambiamento, così come l’ambiente che ci circonda e con il quale interagiamo. Una persona non “è”, ma “diviene”. Quando “è” si ferma, si blocca in una verità, smettendo di evolvere. Ma se ricomincia a “divenire”, allora rinasce ogni volta e, allo stesso modo del mare, cambia costantemente rimanendo se stessa.