• Il cambiamento inizia da noi

    18-11-15


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    La Immagine 004mattina la gente si sveglia e dice: <Da oggi cambio vita>. E invece non lo fa mai…(dal film “Town”)

    Chi di noi non ha mai sentito il bisogno di cambiamento? Che si tratti di voler cambiare una situazione, una persona o se stessi, tutti ci troviamo, di tanto in tanto, a fare i conti con questa necessità. Necessità universale, in quanto riguarda ogni sistema vivente: se non c’è cambiamento, non c’è adattamento. E tutti sappiamo che la sopravvivenza dipende dalla capacità di adattarsi al cambiamento. Quando tentiamo di cambiare però è facile osservare che, il più delle volte, non avviene alcuna radicale trasformazione. Anzi, ciò che spesso accade è che più cerchiamo di cambiare, più rimaniamo “fedeli” a noi stessi. Che cos’è che ci impedisce di cambiare, nonostante il nostro desiderio di farlo?

    Quando sentiamo la necessità di un cambiamento, ci costruiamo degli ideali, illudendoci poi di poterli raggiungere attraverso lo sforzo che facciamo nel tentativo di conformarci ad essi. In altri termini, cerchiamo di adeguare noi stessi a un particolare schema mentale, una proiezione al di fuori di noi di qualcosa che non siamo, ma che vorremmo essere. Infatti, un ”ideale” è ciò che non ha una realtà attuale, appartiene all’idea, intesa come un modello perfetto a cui tendere attraverso l’azione. Quindi, individuiamo degli esempi, delle “guide” (religioni, partiti politici, guru vari, ecc.), spendendo gran parte della nostra esistenza nel tentativo di cambiare noi stessi, in linea con il modello che abbiamo scelto come un ideale da raggiungere. Ma questa nostra intenzione, cioè quella di seguire un ideale,  ci porta davvero a un cambiamento o innesca solo un continuo conflitto tra ciò che siamo e ciò che “dovremmo” essere?

    Se poi quell’ideale scelto non ci soddisfa più, lo sostituiamo con un altro. Ma rimettiamo in atto lo stesso copione: cambiamo solo ideale, senza un reale cambiamento in noi. Continuiamo a sforzarci di raggiungere un altro ideale, qualcosa di diverso rispetto a ciò che siamo. Senza renderci conto però che l’identificazione con qualcosa che ci sembra migliore di noi è la negazione di ciò che siamo. Tuttavia, noi non possiamo negare ciò che siamo. Anche se “vedere” (e accettare) ciò che siamo è una delle cose più difficili da realizzare. Ma è solo quando riusciamo a fare questo che inizia il vero processo di cambiamento. Secondo Carl Rogers “percepire un aspetto nuovo di se stessi è il primo passo verso il cambiamento del concetto di sé”. E questo nuovo aspetto di se stessi spesso consiste proprio nel “vedere” ciò che siamo. Ma di solito accade che se ci accorgiamo di essere in un modo, diverso da come vorremmo, ci sforziamo di non esserlo, continuando però a rimanere esattamente in quel modo. Dobbiamo prima renderci conto di essere come siamo e accettarci, con i nostri limiti che vorremmo tanto annullare. Dobbiamo smettere di sforzarci di essere diversi. Solo allora possiamo cominciare a cambiare, attraverso un processo naturale che può partire solo dall’accettazione di ciò che si è, che ci piaccia o meno.

    Quando fallisce il tentativo di cambiare noi stessi, tuttavia, non demordiamo. Il bisogno di cambiamento in noi rimane, ma dirottiamo i nostri sforzi per ottenerlo all’esterno di noi stessi. Ed ecco che nasce un altro tentativo: quello di cambiare gli altri. E si rimette in atto lo stesso meccanismo che ha portato però al fallimento del nostro cambiamento. Si cerca di spingere l’altro verso l’ideale che abbiamo di lui, riponendo in questo sforzo la speranza di realizzazione del cambiamento che desideriamo. Ma la domanda spontanea è: se non riusciamo a cambiare noi stessi, come possiamo pensare di riuscire a cambiare gli altri? Non posso non concludere che con l’invito di Gandhi: Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo, cominciando da quella mattina in cui ti svegli e vorresti cambiare la tua vita. Accettiamola la nostra vita, e viviamo la giornata con tutti i nostri limiti. Osserviamoli e portiamoli consapevolmente con noi, senza combatterli. Il loro superamento, ovvero il nostro cambiamento, inizia da qui.